Dopo l’abolizione della commissione di massimo scoperto le singole banche si sono ingegnate per cercare di recuperare i soldi che, grazie a speculazioni senza capo ne coda, hanno sperperato per anni.

Mi è arrivata una formale lettera inviata dalla mia banca avvisandomi di una proposta di modifica unilaterale del contratto. L’odioso vecchio balzello sugli affidamenti è stato sostituito con uno nuovo chiamato: il “corrispettivo sull’accordato“. Pero’ la sua applicazione ha dell’incredibile.

E’ in pratica il pagamento di “una remunerazione dovuta al fatto che la banca s’impegna a tenere a disposizione (sic!) del cliente una somma di denaro”. In soldoni, si tratta di un tasso (nel mio caso – ma può arrivare anche al 3%) del 2,6% annuo sull’intera somma accordata INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE IL FIDO VENGA UTILIZZATO O MENO. Fate due conti: su un fido di 100 mila euro sono 2.600 euro all’anno dati alla banca anche se siete stati bravi e non l’avete utilizzato!

MA STIAMO SCHERZANDO????

I virtuosi, quindi, che non utilizzano il fido non solo non vengono premiati, ma vengono mazzuolati per benino! Conviene ad un certo punto sforare e pagare le commissioni extrafido, e buona notte al secchio.

In pratica, le banche zitte zitte si stanno facendo profumatamente pagare per mettere a disposizione cifre “virtuali” che non sono impegnate, ma rendono come se lo fossero.

Una piccola noticina ulteriore: ma voi, ne avete sentito parlare al telegiornale o alla radio??? Io no…

Per me, doveva fallire un’altra Lehman Brothers.

Da Repubblica del 9 giugno 2009:

INTERNET: FRATE CAPPUCCINO, BERLUSCONI SFERRA L’ATTACCO

Un noto religioso, padre Giorgio Butterini (del convento dei cappuccini di Trento) ha diffuso una mail nella quale critica il governo Berlusconi poiche’ – scrive testualmente – “si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese e’ ormai l’unica fonte informativa non censurata”. Il frate ha titolato la sua innovativa forma di comunicazione elettronica “Perche’ lo Spirito vi tenga svegli”, e nel testo ricorda – tra l’altro – che “l’attacco finale alla democrazia e’ iniziato. Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla l iberta’ della rete internet per metterla sotto controllo”. Padre Butterini – sentito dall’Agi – ha confermato il contenuto della e-mail, laddove scrive che, “secondo il pacchetto sicurezza approvato in Senato se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo”. Il religioso aggiunge che “il ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorita’ giudiziaria, puo’ disporre con proprio decreto l’interruzione della attivita’ del blogger, ordinando ai fornitori di connettivita’ alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attivita’ di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali”. L’interrogativo che padre Butterini pone e’ quindi questo: “Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la casta con questa legge?. Il cappuccino di Trento conclude cosi:’”Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet. Chi non puo’ farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il piu’ possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!!!”.

Condivido con voi una informazione ricevuta ieri sera.

Premetto che a Vigodarzere e’ stato installato da qualche mese un distributore di latte crudo, al quale regolarmente almeno 300-400 persone al giorno vanno per prendere un ottimo latte.

E’ bevibilissimo senza bollitura, dura in frigo 3 giorni (5 se bollito) ad un prezzo ottimo (1Eur al litro).
C’e’ anche un distributore di bottiglie (plastica o vetro).
L’azienda agricola e’ la Palermo Antonio di Limena.

Due volte al giorno e’ presente presso il distributore il titolare dell’azienda per il cambio del fusto di latte e per fornire tutte le informazioni che fossero necessarie.

Ieri sera ho incontrato Antonio, ed abbiamo parlato un po’:
“Ma riuscite a smaltire tutto il latte che producete con i due distributori che avete? (uno a Limena – in totale distribuiscono 800litri al giorno)”
“Veramente e’ una goccia. Ne produciamo 10-12mila litri al giorno”.
“E dove lo conferite?”
“Al caseificio”.
“Quanto ve lo pagano al litro?”
“Dunque, hanno ribassato il prezzo 10 giorni fa…. 0,35Eur al litro”.
“E riuscite a sopravvivere?”
“Se questo funziona (indicando il distributore) si’, altrimenti chiudiamo baracca e burattini….”

Rifletteteci un attimo.
Se avete un distributore di latte crudo vicino a casa, provatelo.
Io ho riscoperto il profumo del latte ed un gusto che avevo dimenticato.
Poi si puo’ riutilizzare la bottiglia di vetro, salutando per sempre plastica e tetrapack.
Ed infine, forse da mettere al primo posto come motivazione, permetterete ad una azienda agricola vicino a voi di continuare a vivere.

Non ne vale la pena?

Cominciamo subito dai perchè.

Come e perchè si può disdire il canone RAI?

Elenco i motivi più diffusi:

  1. Non si possiede il televisore (bravi) o un “apparecchio atto od adattabile alla ricezione di segnali televisivi” (e qui la definizione crea un casino a tutto vantaggio della nebbia che circonda il canone);
  2. Avete portato in discarica il televisore, ed avete una ricevuta che lo comprova;
  3. Non siete d’accordo con il modo in cui viene gestita la RAI, e l’unica maniera “forte” per farlo capire a chi la governa è quella di toccare il portafoglio;

Tutti gli altri motivi (non guardo i canali RAI, voglio i sigilli sulla presa dell’antenna, non voglio pagarlo, etc. etc.) non sono contemplati dalla legge e quindi non ammessi. Aggiungo che il canone NON è una tassa di fruizione ma una tassa di possesso (tale e quale al bollo auto). Possiedi l’apparecchio, quindi devi pagarlo.

Detto questo, la LEGGE contiene un DIRITTO che il Cittadino può esercitare. L’esercizio di questo diritto non è proprio semplice, ma se seguiamo ALLA LETTERA le istruzioni contenute nella legge funziona.

— LEGGE —

I riferimenti normativi sono il Regio Decreto R.D.L.21/02/1938 n. 246, convertito in legge il 4 giugno 1938, n. 880 (http://www.associttadini.org/canonerai/disciplina.html).

— PASSI DA SEGUIRE —

Per i motivi 1) e 2)

Basta inviare la cartolina relativa (B – contenuta nel libretto di abbonamento) in cui si comunica alla SAT di non avere il televisore e per che motivo. Ovviamente la dichiarazione, inviata con raccomandata A.R., deve essere accompagnata da copia della ricevuta comprovante la consegna in discarica del televisore o dalla autocertificazione di cio’ che si e’ fatto del televisore, con copia di un documento di identità valido.

Il pericolo qui viene dal fatto che si dichiara di NON essere più in possesso del televisore. Se invece lo avete ancora, siete passibili di sanzioni penali a norma dell’art. 76 del T.U. sulla documentazione amministrativa (D.P.R. 28/12/2000 n. 445 – mendaci dichiarazioni, falsità negli atti, uso o esibizione di atti falsi o contenenti dati non più rispondenti a verità).

Per il motivo 3)

NON dichiariamo alcunchè di falso, ma semplicemente CHIEDIAMO alla RAI di venire a “suggellare” (chiudere con i sigilli in un sacco di juta) l’apparecchio in nostro possesso. Quindi si esercita un diritto e, LEGALMENTE, si rimane in attesa della esecuzione del suggellamento senza essere obbligati a pagare il canone.

Andiamo per gradi, ora, ed abbiate un pò di pazienza.

  • Bisogna essere in possesso del libretto di abbonamento alla televisione, dal quale ricavare il “numero di ruolo”. Se non lo si ha, si chiede un duplicato con raccomandata A.R. a questo indirizzo:

1° ufficio entrate Torino
S.A.T Sportello Abbonamenti Tv
Casella postale 22
10121 Torino

  • Non si devono avere pendenze con il SAT (arretrati, multe, etc.)
  • Si devono versare 5,16 euro con vaglia postale (IMPORTANTE: IL VAGLIA NON E’ IL BOLLETTINO ORDINARIO), specificando nella causale del versamento “per disdetta canone numero di ruolo: [scrivete il vostro numero di ruolo]”. Beneficiario del  versamento è il “S.A.T. casella postale 22, 10121 TORINO”. L’agenzia di pagamento è TORINO VAGLIA E RISPARMI (non sempre questo e’ chiesto)
  • Si usa la cartolina “d” del libretto di abbonamento, (la “b” se il vostro libretto e’ recente) intitolata “denuncia di cessazione dell’abbonamento tv”. Si barra la casella 2 che riporta la richiesta di suggellamento. Quindi si compila gli spazi in bianco riportando il numero del vaglia e la data del versamento. Più sotto, trovate lo spazio per la data di spedizione della cartolina, riportatela e apponete la vostra firma. Sul retro della cartolina si riportano nome cognome e indirizzo del titolare che intende disdire, correggendo eventualmente il vecchio indirizzo URAR TV in SAT.

Se non avete la cartolina per la denuncia di cessazione dell’abbonamento, potete usare la cartolina per le comunicazioni generiche scrivendo:

Il sottoscritto [nome, cognome, indirizzo] chiede la cessazione del Canone TV e chiede di far suggellare l’apparecchio atto alla ricezione del segnale televisivo (numero di ruolo ……………………………) detenuto presso la propria abitazione.
A tale scopo ha corrisposto l’importo di 5,16 euro a mezzo vaglia postale n ………………….. del ……/……./…… sul quale ha indicato il numero di ruolo dell’abbonamento“.
Fate fotocopia della cartolina (davanti e dietro). L’originale della cartolina va spedito con raccomandata ricevuta ritorno all’indirizzo già stampato.

  • Attendete il ritorno della ricevuta di ritorno
  • Spedite con raccomandata A.R. il libretto di abbonamento originale completo con tutto quanto attaccato, tenendovi a casa le ricevute dei pagamenti degli ultimi 10 anni, sempre all’indirizzo:

1° ufficio entrate Torino
S.A.T Sportello Abbonamenti Tv
Casella postale 22
10121 Torino

Tutto questo va completato ENTRO IL 30.11 di ogni anno, pena dover ricominciare da capo. La disdetta infatti si può fare entro il 31.12, ma il libretto va restituito entro il 30.11 (!).

A fronte di quanto sopra, la RAI vi scrivera’ chiedendo i vostri dati anagrafici, la marca dell’apparecchio da suggellare e dove si trova. Potrebbero anche chiedervi altri piccoli importi (di qualche Euro) che, se siete arrivati a questo punto, vale la pena pagare. Tale lettera di solito dice contestualmente di rimanere in attesa della “suggellazione” dell’apparecchio.

Ricordo a tutti che il funzionario RAI NON ha il diritto di entrare a casa Vostra, a meno che non sia accompagnato da un finanziere o carabiniere con mandato del giudice. Quindi il televisore lo potete tranquillamente tenere in casa e, quando dovesse presentarsi il funzionario, glielo fate trovare FUORI dall’uscio.

Ribadisco, in tutto questo non c’è NULLA di illegale. Si paga, addirittura, per esercitare un DIRITTO previsto dalla legge.

Sta a voi decidere se esercitarlo o meno.

Funziona? Sisi’. :)

Stamattina, complice la bella giornata, ho deciso di lasciare a casa la macchina.

Sono fortunato, dato che il mio ufficio dista pochi km dalla abitazione.

Sono partito alle 7.51 da casa, come ogni giorno.

Alle 8.21 ero in ufficio: ho impiegato lo STESSO tempo che in macchina.
Ho camminato, non mi sono arrabbiato perchè qualche imbecille non sa guidare, mi sono guardato intorno, è stato meglio che bere un caffè.

Ora sono in ufficio, ma la mia testa continua a dirmi:”C’è qualcosa che non torna”.

Ci hanno convinto che l’auto è l’unico modo di muoversi, di viaggiare, di interagire con il mondo circostante.

Io la sto vedendo in maniera molto diversa: l’auto genera costi e NON ci fa certo risparmiare (benzina, assicurazione, bolli, manutenzione, bollini vari), ci isola, aumenta il nostro livello di stress e, non ultimo, per ogni Kilometro percorso inquina circa 1000litri di aria (con buona pace dell’Euro4).

Cosa aspettiamo, quando possibile, a lasciarla a casa?

Questa proposta l’ho inviata anche ad alcuni rappresentati istituzionali, sperando che mi ascoltino.

Attualmente viene concessa la detraibilita’ del 55% per gli interventi di “riqualificazione energetica” degli edifici, interventi tra i quali sono compresi la sostituzione dei vetri con vetri basso emissivi, i pannelli solari per la produzione dell’acqua calda, etc.

Rimangono fuori gli impianti fotovoltaici, perche’ gia’ beneficiano del cosiddetto “Conto Energia” di cui parleremo in un altro post ma che ha un grande svantaggio: i vincoli a cui bisogna sottostare per potervi accedere.

Una soluzione semplice e libera da vincoli?

- 2 pannelli fotovoltaici da 210W picco (circa 1000Eur l’uno).

- 1 inverter da 600W di tipo “grid connected”, con ingresso a bassa tensione ed uscita 220V (circa 400Eur)

- 1 spina

L’impianto cosi’ configurato e’ piccolo, semplice da installare, non richiede alcuna autorizzazione e vi genera quei 2-300W necessari di giorno ai consumi costanti della casa (frigo, alimentatori vari sempre accesi, radiosveglia, etc.).

Economicamente l’impegno e’ piccolo, purtroppo non rientra negli interventi detraibili al 55% e l’investimento ritorna in 12-15 anni.

Ma se lo ammettessero alla detrazione del 55%, quanti ne faremmo? E quanto, su scala nazionale, si risparmierebbe in termini di energia e CO2 prodotta?

Non sono cosi’ bravo a fare i calcoli, pero’ sono convinto che in questa maniera il fotovoltaico potrebbe diventare una delle principali fonti di approvvigionamento italiane.

Siamo o non siamo il “Paese del Sole”?

Sono tornato

Marzo 8, 2008

Scusate la pausa, ma avevo perso gli estremi per collegarmi a WordPress… e nn mi e’ stata comunicata la nuova pwd!

Quindi blog nuovo (il precedente era cesare67.wordpress.com), titolo vecchio, ma sicuramente tenuto piu’ aggiornato.

A presto!