Acqua, mare e bugie

Ottobre 17, 2008

Questa era rimasta tra le mie mail, come segnalazione di un mio amico subacqueo.

Quante bugie, quante menzogne, quante ipocrisie come nel caso di Aprilia (leggete il commento alla lettera di Alex Zanotelli). E’ ora di dire BASTA! Siamo veramente cosi’ ciechi?

Qualcuno diceva: “Pane al pane e cretino al cretino”. Vogliamo finalmente riprenderci il nostro essere cittadini e non sudditi?

PCB: PERCHE’ L’ASL NAPOLI 2 NON RENDE PUBBLICI I RISULTATI DETTAGLIATI DELLE ANALISI EFFETTUATE SUI PESCI?

Ischia (NA) – 17 Settembre 2008 – Sono passati ormai diversi mesi da quando lo scorso Gennaio 2008 Generazione Attiva, Associazione nazionale indipendente in difesa dei cittadini-consumatori presieduta da Andrea D’Ambra era stata la prima ed unica associazione ad aver scritto all’Asl Napoli 2 per richiedere la “verifica dei livelli di PCB (policlorobifenili), IPA (idrocarburi policromatici) e alchil benzene lineari, presenti nei prodotti ittici provenienti dalle zone di mare intorno all’isola d’Ischia a seguito di inquinamento ambientale di PCB”.

La stessa richiesta venne sollecitata una seconda volta in data 24 Marzo dopo che, trascorsi due mesi dalla prima richiesta non era giunta alcuna notizia da parte dell’Azienda Sanitaria Locale Napoli 2.
Il 4 Aprile finalmente arrivava una prima risposta, a firma del Dott. Achille De Rosa del Dipartimento prevenzione Asl Napoli 2, Unità Operativa Ispezione e Vigilanza dei prodotti della pesca con la quale, si informava l’Associazione: – di aver effettuato presso il mercato all’ingrosso di Pozzuoli prelevamento di campioni di prodotti ittici “pescati nelle zone di mare intorno all’isola d’Ischia; – che dagli esiti dei campioni prelevati in data 15 Gennaio 2008 è emerso che i livelli di contaminazione riscontrati “non sono significativi, come confermato anche dal Dott Gallo del Dipartimento di Chimica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici che ha svolto le indagini analitiche;
- che in data 11 Marzo 2008, al fine di monitorare l’andamento di questi contaminanti l’Asl Napoli 2 aveva provveduto al prelievo di altri campioni di pescato catturato nelle zone di mare intorno all’isola d’Ischia “i cui risultati a tutt’oggi non sono ancora noti”.
Dopo un mese, il 9 Maggio, con una nota a firma del responsabile del dipartimento prevenzione dell’unità veterinaria dott. Massimo Barbato l’Asl Napoli 2 scriveva a Generazione Attiva che il risultato delle analisi era “favorevole”.
Tenendo conto che all’associazione non sono pervenuti né i risultati analitici e dettagliati dei campioni prelevati in data 10/01/2008 da cui secondo l’Asl Napoli 2 sarebbe emerso “che i livelli di contaminazione riscontrati non sono significativi” quelli dei campioni prelevati in data 11/03/2008 di pescato catturato nelle zone di mare intorno all’Isola d’Ischia i cui i risultati in data 04/04/2008 “non erano ancora noti” Generazione Attiva ha per questi motivi chiesto ai sensi della Legge 241/1990, in data 10 Maggio 2008, di poter accedere ai risultati analitici e dettagliati di tutte le analisi che sono state finora effettuate (10/01/2008; 11/03/2008 nonché altre eventualmente effettuate successivamente a tali date).
Da allora l’Asl si è limitata soltanto lo scorso 16 Giugno 2008 ad una nota a firma del Dott. Achille De Rosa nella quale si invitava ad inviare la richiesta al Direttore U.O.C. Affari Legali ASL Napoli 2 Avv. Florio oppure al Direttore del Dipartimento, Dott. A. Orlando, “persone informate dei fatti”.
Nonostante siano trascorsi oltre 4 mesi dalla richiesta di accesso ai risultati dettagliati delle analisi tendenti a scovare PCB nei pesci dell’Isola d’Ischia questi non sono ad oggi mai pervenuti a Generazione Attiva.
Una domanda sorge allora spontanea davanti ad un tale comportamento che si potrebbe generosamente definire “poco trasparente”. La domanda è la seguente: perché, se tutto è nella norma e i livelli di contaminazione da PCB nei pesci non sono significativi l’Asl Napoli 2 non rende pubblici e consultabili i risultati analitici e dettagliati di queste analisi inviandoli a Generazione Attiva? Cosa osta a ciò? Si potrebbe così almeno rassicurare definitivamente la popolazione su uno dei numerosi e preoccupanti aspetti che gravita intorno alla vicenda dell’inquinamento da PCB delle acque dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno.

Sveglia!!!

Settembre 29, 2008

Il buon Gian Antonio Stella, qualche anno fa, scriveva:

“la Lombardia (che pure ha marcato una svolta nel luglio 2003 decuplicando i canoni delle concessioni dalle quali incassava 130 mila euro l’anno: una elemosina) nel 2001 ha speso 26 milioni di euro per smaltire le bottiglie di plastica. Cioè diciassette volte di più (certo: ci sono anche le bottiglie del latte e delle bibite, ma la sproporzione resta) di quanto incasserà col «nuovo» tariffario.”

MA STIAMO SCHERZANDO???!!!

Smettiamola di prenderci in giro.

Risparmio=maggiore consapevolezza delle risorse=consumo consapevole.

Se l’acqua di rubinetto e’ buona, beviamola!

Se sa di cloro, mettiamola in una bottiglia APERTA e beviamola dopo un paio d’ore.

Se e’ proprio imbevibile, piuttosto investiamo in un depuratore ad osmosi inversa (raro caso, investimento di circa 1300Eur).

Ma SMETTIAMOLA di piangerci addosso dicendo aumenta questo, aumenta quello.

Semplicemente non compriamo piu’ acqua minerale, specialmente in bottiglia di plastica.

La capiranno? Lo capiremo che siamo potenti?

Rimango sconvolto, avvilito ed indignato davanti a certe notizie:

28 Agosto 2008
L’acqua non è una merce
Lettera di Padre Alex Zanotelli

Ascolta Israele (ndr)”,
nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti
il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 (convertita nella legge 133 del 6 agosto 2008 – http://www.parlamento.it/parlam/leggi/08133l.htm) afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “
Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.“ Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora, nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare. E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania. L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’
Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi ) e di serie B (i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’Università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per
A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’
Acea di Roma).Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perchè siamo così immobili? Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori? Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua? Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente,senza essere SPA. “L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli, ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!).
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.” Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua? L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti. Diamoci da fare perché vinca la vita!”

padre Alex Zanotelli

Mia nota personale.

La prima acqua in Italia come vendite, l’Acqua Vera estratta a S.Giorgio in Bosco – Padova, di proprieta’ multinazionale, ha prosciugato le falde acquifere locali con utili del 4.000% e nemmeno un euro investito sul territorio. Fate voi.

Esistono dei filtri aereatori (fatti dalla Neoperl e distribuiti anche dall’Enel in un kit per il risparmio) che permettono di risparmiare fino al 60% (!) di acqua ad OGNI apertura.

Il disagio e’ minimo, vi assicuro. Il getto “sembra” lo stesso come consistenza, ma e’ semplicemente piu’ ricco di aria e contiene meno acqua.

L’aereatore lo montate sul rubinetto, al posto di quello che esiste gia’ (quindi nessun lavoro complicato di installazione), costa pochissimo (circa 1 euro) e vi fa risparmiare un SACCO di acqua ed anche il GAS.

Come??? Anche il gas?
Si’, e vi spiego il perche’.

Se avete il riscaldatore istantaneo di acqua a gas, ogni volta che aprite un miscelatore con la manopola a meta’, chiamate anche acqua calda (che magari non vi serve) e fate accendere la caldaia per pochissimo tempo. Il gas comsumato, di fatto, e’ buttato via.

Con il riduttore di flusso montato sul rubinetto, eliminate gran parte di queste microaccensioni.

Notate bene che non e’ diminuito il confort, nel senso che se chiedete acqua calda questa arriva lo stesso. Semplicemente si riducono in maniera drastica i microsprechi.

Quanto puo’ valere il tutto in un anno?

In litri di acqua, circa 30/40.000 litri in meno in una famiglia media.
In gas non lo so, sinceramente.

Pero’, con un piccolissimo investimento di qualche euro, si puo’ fare qualcosa per l’ambiente e per le vostre tasche.

Vi sembra poco?

Acqua e caraffe

Aprile 11, 2008

Scusate se insisto, ma un mio amico ha corso un bel pericolo a causa di una cosa importante non detta sulle caraffe a resina.

Intanto non depurano un bel niente: l’acqua che ci mettiamo dentro è già potabile e le resine non la migliorano di certo.

L’unica azione che svolgono è quella di “sequestrare” il calcio sostituendolo con il sodio. Punto.

Quindi l’acqua sembra più leggera per questo motivo, ma in realtà ne è stata cambiata la composizione chimica dato che è diventata ricca di sodio e povera di calcio.

Quindi ATTENZIONE: se soffrite di pressione alta, le caraffe a resine non fanno per voi dato che probabilmente siete sotto dieta iposodica!

Inoltre le resine vanno TASSATIVAMENTE cambiate quando la caraffa lo segnala (circa ogni mese), poichè oltre il termine non sono più efficaci e possono diventare fonte per colonie di batteri.

P.S. Vorrei sfatare un mito: il calcio dell’acqua NON provoca i calcoli! I calcoli piu diffusi sono di “ossalato di calcio”, che si trova in grande concentrazione in molti alimenti (spinaci, frutti secchi, etc.) ma non nell’acqua.

Quindi meno paura, e più cervello!

Come italiani siamo i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale.

Quanto paghiamo l’acqua al supermercato? Da 0,13€ a 0,80-1,00€ o forse più a bottiglia.

L’acqua viene estratta dalle falde che stanno sotto i nostri piedi, sotto la nostra casa, e qualche volta (purtroppo sempre più spesso) grazie all’estrazione forzata di miliardi di litri d’acqua vengono prosciugate fonti centenarie o vengono abbassati interi territori comunali.

Chi estrae paga qualcosa dato che usufruisce di un bene che, almeno io, considero di tutti e comunque non è a zero impatto ambientale? Pensate solo alla quantità di camion che vanno e vengono per portarla in giro…

Prendiamo due esempi concreti.

Stabilimento di Riardo – Caserta (Ferrarelle).
Estratti 500Milioni di litri/anno.
La concessione è mineraria, per cui basata sulla superficie occupata per l’estrazione.
Nel 2006 ha pagato meno di 1.000Euro.

Stabilimento di Scorzè (San Benedetto e Fonte Guizza).
Estratti 1.4Miliardi di litri/anno.
Il Veneto ha introdotto una “tassa” di 3€ per ogni 1000 litri estratti (0,003€ al litro).
Da gennaio 2008 il costo è stato abbassato a 1,5€ per ogni 1000 litri estratti (0,0015€ al litro).
Nel 2007 sono stati completati i permessi per un nuovo stabilimento a Padernello di Paese (TV), praticamente sulle sorgenti del Sile, per estrarre qualcosa come altri 2Miliardi di litri.

In altre regioni la concessione di estrazione è GRATUITA.

Perchè la regaliamo?
Perchè la continuiamo a comprare, dato che dal 96% dei nostri rubinetti esce acqua assolutamente potabile e super controllata al costo di circa 0,001€cent al litro?

Acqua e cloro

Marzo 17, 2008

Volete eliminare il gusto di cloro senza spendere una lira?

Mettete l’acqua di rubinetto in una brocca, come un buon vino.
Laciatela decantare, anche in frigo, almeno mezz’ora.

Il cloro è un gas, e come tale si disperde. Lo so, è un gas velenoso, ma da un litro di acqua (o anche due) non si liberano quantità significative.

Occhio alle brocche o ai desalinizzatori.

Le brocche sostituiscono il calcio con il sodio (e non sempre questo fa bene, se soffrite di pressione).

I desalinizzatori spesso impoveriscono troppo l’acqua, rendendola “povera” e non adatta all’assunzione umana.

Ricordate: il 96% delle case italiane riceve “a km zero” acqua potabile in casa.

Acqua e rifiuti

Marzo 16, 2008

Chi mi leggerà si sorbirà per qualche giorno il ritornello “Acqua, acqua, acqua…”.

L’acqua è nostra. Siete d’accordo?

Ma allora perchè la regaliamo?

Rilfettete su una cosa semplicissima.

Nel 2006, sono stati imbottigliati 12,2 miliardi di litri.

Siccome stiamo perdendo l’abitudine agli zeri, ve lo riscrivo:

12.200.000.000
dodicimiliardiduecentomilioni di litri

L’82% di questi pochi litri di acqua si muove su gomma lungo l’asse autostradale, mentre il 65% è imbottigliato in plastica.

Di questo 65%, solo il 34% è riciclato dal consorzio Corepla – consorzio per il recupero e riciclo degli imballaggi in plastica che, peraltro, raccoglie solo 393 tonnellate di plastica (totali) su 29.000 tonnellate di rifiuti prodotti in Italia (538Kg/abitante – media tratta da “Green Book” edito nel 2007).

Ed il resto? Dove va a finire? Cosa diventa?

Noi, oltre a pagare il litro di acqua cosiddetta “minerale” uno sproposito, ci troviamo anche a pagare “gli altri” costi sommersi in maniera molto subdola e quasi regaliamo l’acqua ai produttori (in Abruzzo lo sfruttamento delle fonti è gratuito).

Alla prossima puntata una riflessione su quanto le aziende dell’acqua pagano per poter usufruire dell’oro azzurro.

Acqua, acqua

Marzo 12, 2008

E’ la prima parola che il mio secondo figlio ha detto.

E credo sarà la parola che più sentirà nella sua mi auguro lunga vita.

Acqua: preziosa, bene di tutti, pura, vitale, sprecata, ignorata…

Oggi mi è arrivata la bolletta. Non mi soffermo sul costo globale (per la cronaca, in un anno la tariffa e’ aumentata del 25%), ma sul consumo.

La mia famiglia di 4 persone, abbastanza attenta, in un anno ha consumato 200 metri cubi di acqua.

200 mc = 200.000 litri

Aho! Duecentomilalitri!!! E non siamo marziani, c’è chi ne consuma ben di più!

Facciamo il solito conto della serva:

- 3 litri al giorno (da bere) x 4 persone x 365 giorni: 4.380 litri

- 20 litri al giorno per lavarsi x 4 persone x 365 giorni: 29.200 litri

- 1 lavapiatti (16 litri di consumo) x 180 giorni: 2.880 litri

- 1 lavatrice (media 20 litri consumo) x 365 giorni: 7.300 litri

- circa 30 litri alla settimana per le piante x 52 settimane: 1.560 litri

Totale: 45.320 litri.

Scusate, ma all’inizio non vi avevo detto che abbiamo consumato 200.000 litri?
Bene, indovinate dove sono finiti gli altri 154.680….

NEL CESSO!Letteralmente. Il resto del consumo è determinato dal consumo dello sciacquone del water.

Incredibile, vero?

Soluzioni?

- Se dovete rimodernare il bagno, fatevi montare una cassetta del water doppio pulsante. Se fate pipì, invece di scaricare 24-28 litri, utilizzate solo 7-9 litri d’acqua.

- Se non volete/potete rimodernare il bagno, fate diminuire il massimo riempimento della cassetta. E’ facilmente fattibile agendo sul galleggiante di carico.

Sono entrambe operazioni a costo zero, che possono portare un beneficio in bolletta e sicuramente una maggiore tranquillità d’animo.