Emissioni, riscaldamento e risparmio
Ottobre 26, 2008
Vi segnalo questo articolo, scritto da un “tecnico” ambientale e che fa riflettere:
Prendo lo spunto per ricordare che:
- 1 grado centigrado in più nelle case equivale (circa) al 15% in più di consumo di combustibile;
- le valvole temostatiche, applicate facilmente sui radiatori e che costano circa 20Eur l’una, fanno risparmiare il 15-20% sulla spesa per il riscaldamento, tenendo lo stesso grado di benessere al quale siete abituati. Non lo dico io, ci sono studi fatti dall’Enea in tempi non sospetti che riportano tutti i dati;
- installate un cronotermostato. La spesa (100Eur per uno semplice ma funzionale) permette di accendere il riscaldamento quando serve, spegnere quando serve e senza rinunciare al confort;
- si può cominciare la stagione impostando il termostato su 21 gradi, per poi diminuirlo a 20 nel corso dell’inverno quando il nostro fisico si è abituato al freddo;
- si possono tranquillamente aprire le finestre la mattina per 10 minuti. Il ricambio d’aria permette all’ambiente di essere meno secco ed alla casa di scaldarsi successivamente meglio. L’umidità infatti fa da veicolo del calore in giro per la casa (vi siete mai chiesti perchè i nostri vecchi tenevano una pentola d’acqua sulla stufa?);
- mettete i riduttori di flusso sui rubinetti (anche questo aiuta e non poco a risparmiare gas, oltre che risparmiare acqua)
Piccole cose, investimento quasi zero, ma che vi permetteranno di ridurre la bolletta del gas. Risparmio, sì, ma anche riduzione degli sprechi e consumo più consapevole delle risorse.
Buona Vita a tutti!
Acqua, mare e bugie
Ottobre 17, 2008
Questa era rimasta tra le mie mail, come segnalazione di un mio amico subacqueo.
Quante bugie, quante menzogne, quante ipocrisie come nel caso di Aprilia (leggete il commento alla lettera di Alex Zanotelli). E’ ora di dire BASTA! Siamo veramente cosi’ ciechi?
Qualcuno diceva: “Pane al pane e cretino al cretino”. Vogliamo finalmente riprenderci il nostro essere cittadini e non sudditi?
PCB: PERCHE’ L’ASL NAPOLI 2 NON RENDE PUBBLICI I RISULTATI DETTAGLIATI DELLE ANALISI EFFETTUATE SUI PESCI?
Ischia (NA) – 17 Settembre 2008 – Sono passati ormai diversi mesi da quando lo scorso Gennaio 2008 Generazione Attiva, Associazione nazionale indipendente in difesa dei cittadini-consumatori presieduta da Andrea D’Ambra era stata la prima ed unica associazione ad aver scritto all’Asl Napoli 2 per richiedere la “verifica dei livelli di PCB (policlorobifenili), IPA (idrocarburi policromatici) e alchil benzene lineari, presenti nei prodotti ittici provenienti dalle zone di mare intorno all’isola d’Ischia a seguito di inquinamento ambientale di PCB”.
Il 4 Aprile finalmente arrivava una prima risposta, a firma del Dott. Achille De Rosa del Dipartimento prevenzione Asl Napoli 2, Unità Operativa Ispezione e Vigilanza dei prodotti della pesca con la quale, si informava l’Associazione: – di aver effettuato presso il mercato all’ingrosso di Pozzuoli prelevamento di campioni di prodotti ittici “pescati nelle zone di mare intorno all’isola d’Ischia; – che dagli esiti dei campioni prelevati in data 15 Gennaio 2008 è emerso che i livelli di contaminazione riscontrati “non sono significativi, come confermato anche dal Dott Gallo del Dipartimento di Chimica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici che ha svolto le indagini analitiche;
- che in data 11 Marzo 2008, al fine di monitorare l’andamento di questi contaminanti l’Asl Napoli 2 aveva provveduto al prelievo di altri campioni di pescato catturato nelle zone di mare intorno all’isola d’Ischia “i cui risultati a tutt’oggi non sono ancora noti”.
Dopo un mese, il 9 Maggio, con una nota a firma del responsabile del dipartimento prevenzione dell’unità veterinaria dott. Massimo Barbato l’Asl Napoli 2 scriveva a Generazione Attiva che il risultato delle analisi era “favorevole”.
Tenendo conto che all’associazione non sono pervenuti né i risultati analitici e dettagliati dei campioni prelevati in data 10/01/2008 da cui secondo l’Asl Napoli 2 sarebbe emerso “che i livelli di contaminazione riscontrati non sono significativi” quelli dei campioni prelevati in data 11/03/2008 di pescato catturato nelle zone di mare intorno all’Isola d’Ischia i cui i risultati in data 04/04/2008 “non erano ancora noti” Generazione Attiva ha per questi motivi chiesto ai sensi della Legge 241/1990, in data 10 Maggio 2008, di poter accedere ai risultati analitici e dettagliati di tutte le analisi che sono state finora effettuate (10/01/2008; 11/03/2008 nonché altre eventualmente effettuate successivamente a tali date).
Da allora l’Asl si è limitata soltanto lo scorso 16 Giugno 2008 ad una nota a firma del Dott. Achille De Rosa nella quale si invitava ad inviare la richiesta al Direttore U.O.C. Affari Legali ASL Napoli 2 Avv. Florio oppure al Direttore del Dipartimento, Dott. A. Orlando, “persone informate dei fatti”.
Nonostante siano trascorsi oltre 4 mesi dalla richiesta di accesso ai risultati dettagliati delle analisi tendenti a scovare PCB nei pesci dell’Isola d’Ischia questi non sono ad oggi mai pervenuti a Generazione Attiva.
Una domanda sorge allora spontanea davanti ad un tale comportamento che si potrebbe generosamente definire “poco trasparente”. La domanda è la seguente: perché, se tutto è nella norma e i livelli di contaminazione da PCB nei pesci non sono significativi l’Asl Napoli 2 non rende pubblici e consultabili i risultati analitici e dettagliati di queste analisi inviandoli a Generazione Attiva? Cosa osta a ciò? Si potrebbe così almeno rassicurare definitivamente la popolazione su uno dei numerosi e preoccupanti aspetti che gravita intorno alla vicenda dell’inquinamento da PCB delle acque dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno.
Disdetta canone RAI? Si può, si può…
Ottobre 9, 2008
Cominciamo subito dai perchè.
Come e perchè si può disdire il canone RAI?
Elenco i motivi più diffusi:
- Non si possiede il televisore (bravi) o un “apparecchio atto od adattabile alla ricezione di segnali televisivi” (e qui la definizione crea un casino a tutto vantaggio della nebbia che circonda il canone);
- Avete portato in discarica il televisore, ed avete una ricevuta che lo comprova;
- Non siete d’accordo con il modo in cui viene gestita la RAI, e l’unica maniera “forte” per farlo capire a chi la governa è quella di toccare il portafoglio;
Tutti gli altri motivi (non guardo i canali RAI, voglio i sigilli sulla presa dell’antenna, non voglio pagarlo, etc. etc.) non sono contemplati dalla legge e quindi non ammessi. Aggiungo che il canone NON è una tassa di fruizione ma una tassa di possesso (tale e quale al bollo auto). Possiedi l’apparecchio, quindi devi pagarlo.
Detto questo, la LEGGE contiene un DIRITTO che il Cittadino può esercitare. L’esercizio di questo diritto non è proprio semplice, ma se seguiamo ALLA LETTERA le istruzioni contenute nella legge funziona.
— LEGGE —
I riferimenti normativi sono il Regio Decreto R.D.L.21/02/1938 n. 246, convertito in legge il 4 giugno 1938, n. 880 (http://www.associttadini.org/canonerai/disciplina.html).
— PASSI DA SEGUIRE —
Per i motivi 1) e 2)
Basta inviare la cartolina relativa (B – contenuta nel libretto di abbonamento) in cui si comunica alla SAT di non avere il televisore e per che motivo. Ovviamente la dichiarazione, inviata con raccomandata A.R., deve essere accompagnata da copia della ricevuta comprovante la consegna in discarica del televisore o dalla autocertificazione di cio’ che si e’ fatto del televisore, con copia di un documento di identità valido.
Il pericolo qui viene dal fatto che si dichiara di NON essere più in possesso del televisore. Se invece lo avete ancora, siete passibili di sanzioni penali a norma dell’art. 76 del T.U. sulla documentazione amministrativa (D.P.R. 28/12/2000 n. 445 – mendaci dichiarazioni, falsità negli atti, uso o esibizione di atti falsi o contenenti dati non più rispondenti a verità).
Per il motivo 3)
NON dichiariamo alcunchè di falso, ma semplicemente CHIEDIAMO alla RAI di venire a “suggellare” (chiudere con i sigilli in un sacco di juta) l’apparecchio in nostro possesso. Quindi si esercita un diritto e, LEGALMENTE, si rimane in attesa della esecuzione del suggellamento senza essere obbligati a pagare il canone.
Andiamo per gradi, ora, ed abbiate un pò di pazienza.
- Bisogna essere in possesso del libretto di abbonamento alla televisione, dal quale ricavare il “numero di ruolo”. Se non lo si ha, si chiede un duplicato con raccomandata A.R. a questo indirizzo:
1° ufficio entrate Torino
S.A.T Sportello Abbonamenti Tv
Casella postale 22
10121 Torino
- Non si devono avere pendenze con il SAT (arretrati, multe, etc.)
- Si devono versare 5,16 euro con vaglia postale (IMPORTANTE: IL VAGLIA NON E’ IL BOLLETTINO ORDINARIO), specificando nella causale del versamento “per disdetta canone numero di ruolo: [scrivete il vostro numero di ruolo]”. Beneficiario del versamento è il “S.A.T. casella postale 22, 10121 TORINO”. L’agenzia di pagamento è TORINO VAGLIA E RISPARMI (non sempre questo e’ chiesto)
-
Si usa la cartolina “d” del libretto di abbonamento, (la “b” se il vostro libretto e’ recente) intitolata “denuncia di cessazione dell’abbonamento tv”. Si barra la casella 2 che riporta la richiesta di suggellamento. Quindi si compila gli spazi in bianco riportando il numero del vaglia e la data del versamento. Più sotto, trovate lo spazio per la data di spedizione della cartolina, riportatela e apponete la vostra firma. Sul retro della cartolina si riportano nome cognome e indirizzo del titolare che intende disdire, correggendo eventualmente il vecchio indirizzo URAR TV in SAT.
Se non avete la cartolina per la denuncia di cessazione dell’abbonamento, potete usare la cartolina per le comunicazioni generiche scrivendo:
“Il sottoscritto [nome, cognome, indirizzo] chiede la cessazione del Canone TV e chiede di far suggellare l’apparecchio atto alla ricezione del segnale televisivo (numero di ruolo ……………………………) detenuto presso la propria abitazione.
A tale scopo ha corrisposto l’importo di 5,16 euro a mezzo vaglia postale n ………………….. del ……/……./…… sul quale ha indicato il numero di ruolo dell’abbonamento“.
Fate fotocopia della cartolina (davanti e dietro). L’originale della cartolina va spedito con raccomandata ricevuta ritorno all’indirizzo già stampato.
- Attendete il ritorno della ricevuta di ritorno
- Spedite con raccomandata A.R. il libretto di abbonamento originale completo con tutto quanto attaccato, tenendovi a casa le ricevute dei pagamenti degli ultimi 10 anni, sempre all’indirizzo:
1° ufficio entrate Torino
S.A.T Sportello Abbonamenti Tv
Casella postale 22
10121 Torino
Tutto questo va completato ENTRO IL 30.11 di ogni anno, pena dover ricominciare da capo. La disdetta infatti si può fare entro il 31.12, ma il libretto va restituito entro il 30.11 (!).
A fronte di quanto sopra, la RAI vi scrivera’ chiedendo i vostri dati anagrafici, la marca dell’apparecchio da suggellare e dove si trova. Potrebbero anche chiedervi altri piccoli importi (di qualche Euro) che, se siete arrivati a questo punto, vale la pena pagare. Tale lettera di solito dice contestualmente di rimanere in attesa della “suggellazione” dell’apparecchio.
Ricordo a tutti che il funzionario RAI NON ha il diritto di entrare a casa Vostra, a meno che non sia accompagnato da un finanziere o carabiniere con mandato del giudice. Quindi il televisore lo potete tranquillamente tenere in casa e, quando dovesse presentarsi il funzionario, glielo fate trovare FUORI dall’uscio.
Ribadisco, in tutto questo non c’è NULLA di illegale. Si paga, addirittura, per esercitare un DIRITTO previsto dalla legge.
Sta a voi decidere se esercitarlo o meno.
Funziona? Sisi’. ![]()
Aggiornamento su risparmio acqua e aereatori
Ottobre 4, 2008
Grazie Gianni per il commento che qui riporto in evidenza:
“Occorre 1 kcal (kilocaloria=1000 calorie) per innalzare di 1 grado la temperatura di 1 litro di acqua.
Per riscaldare l’acqua per una doccia bisogna portare la temperatura da 15° (temp. uscita dall’acquedotto) a circa 50°, quindi innalzarla di 35°, spendendo 35 kcal/ l acqua.
Per 1000 litri di acqua si consumeranno dunque 35.000 kcal.
Un metro cubo di gas equivale a 8.250 kcal.
35.000 kcal diviso 8.250 kcal = 4,242 mc gas per 1000 litri di acqua.
In realtà ne occorrono un po’ di più, cioè circa 5.00 mc, perché le caldaie rendono in media l’80%.
Il prezzo del gas a Milano è circa di 0,60 € al mc.
Dunque per riscaldare 1000 litri di acqua per doccia si spendono circa 3,00 €“
I conti tornano.
Bene, dicevo che con gli aereatori potete risparmiare 30/40.000 litri di acqua all’anno su un consumo medio di 200.000 litri/anno.
Se meta’ di questi sono acqua calda, vuol dire che il risparmio di gas puo’ aggirarsi attorno ai 45-60Eur all’anno.
Intervento semplice + investimento irrisorio ed una tantum = risparmio intelligente!