Da Repubblica del 9 giugno 2009:

INTERNET: FRATE CAPPUCCINO, BERLUSCONI SFERRA L’ATTACCO

Un noto religioso, padre Giorgio Butterini (del convento dei cappuccini di Trento) ha diffuso una mail nella quale critica il governo Berlusconi poiche’ – scrive testualmente – “si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese e’ ormai l’unica fonte informativa non censurata”. Il frate ha titolato la sua innovativa forma di comunicazione elettronica “Perche’ lo Spirito vi tenga svegli”, e nel testo ricorda – tra l’altro – che “l’attacco finale alla democrazia e’ iniziato. Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla l iberta’ della rete internet per metterla sotto controllo”. Padre Butterini – sentito dall’Agi – ha confermato il contenuto della e-mail, laddove scrive che, “secondo il pacchetto sicurezza approvato in Senato se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo”. Il religioso aggiunge che “il ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorita’ giudiziaria, puo’ disporre con proprio decreto l’interruzione della attivita’ del blogger, ordinando ai fornitori di connettivita’ alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attivita’ di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali”. L’interrogativo che padre Butterini pone e’ quindi questo: “Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la casta con questa legge?. Il cappuccino di Trento conclude cosi:’”Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet. Chi non puo’ farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il piu’ possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!!!”.

Condivido con voi una informazione ricevuta ieri sera.

Premetto che a Vigodarzere e’ stato installato da qualche mese un distributore di latte crudo, al quale regolarmente almeno 300-400 persone al giorno vanno per prendere un ottimo latte.

E’ bevibilissimo senza bollitura, dura in frigo 3 giorni (5 se bollito) ad un prezzo ottimo (1Eur al litro).
C’e’ anche un distributore di bottiglie (plastica o vetro).
L’azienda agricola e’ la Palermo Antonio di Limena.

Due volte al giorno e’ presente presso il distributore il titolare dell’azienda per il cambio del fusto di latte e per fornire tutte le informazioni che fossero necessarie.

Ieri sera ho incontrato Antonio, ed abbiamo parlato un po’:
“Ma riuscite a smaltire tutto il latte che producete con i due distributori che avete? (uno a Limena – in totale distribuiscono 800litri al giorno)”
“Veramente e’ una goccia. Ne produciamo 10-12mila litri al giorno”.
“E dove lo conferite?”
“Al caseificio”.
“Quanto ve lo pagano al litro?”
“Dunque, hanno ribassato il prezzo 10 giorni fa…. 0,35Eur al litro”.
“E riuscite a sopravvivere?”
“Se questo funziona (indicando il distributore) si’, altrimenti chiudiamo baracca e burattini….”

Rifletteteci un attimo.
Se avete un distributore di latte crudo vicino a casa, provatelo.
Io ho riscoperto il profumo del latte ed un gusto che avevo dimenticato.
Poi si puo’ riutilizzare la bottiglia di vetro, salutando per sempre plastica e tetrapack.
Ed infine, forse da mettere al primo posto come motivazione, permetterete ad una azienda agricola vicino a voi di continuare a vivere.

Non ne vale la pena?

Vi segnalo questo articolo, scritto da un “tecnico” ambientale e che fa riflettere:

Meteogiornale

Prendo lo spunto per ricordare che:

- 1 grado centigrado in più nelle case equivale (circa) al 15% in più di consumo di combustibile;

- le valvole temostatiche, applicate facilmente sui radiatori e che costano circa 20Eur l’una, fanno risparmiare il 15-20% sulla spesa per il riscaldamento, tenendo lo stesso grado di benessere al quale siete abituati. Non lo dico io, ci sono studi fatti dall’Enea in tempi non sospetti che riportano tutti i dati;

- installate un cronotermostato. La spesa (100Eur per uno semplice ma funzionale) permette di accendere il riscaldamento quando serve, spegnere quando serve e senza rinunciare al confort;

- si può cominciare la stagione impostando il termostato su 21 gradi, per poi diminuirlo a 20 nel corso dell’inverno quando il nostro fisico si è abituato al freddo;

- si possono tranquillamente aprire le finestre la mattina per 10 minuti. Il ricambio d’aria permette all’ambiente di essere meno secco ed alla casa di scaldarsi successivamente meglio. L’umidità infatti fa da veicolo del calore in giro per la casa (vi siete mai chiesti perchè i nostri vecchi tenevano una pentola d’acqua sulla stufa?);

- mettete i riduttori di flusso sui rubinetti (anche questo aiuta e non poco a risparmiare gas, oltre che risparmiare acqua)

Piccole cose, investimento quasi zero, ma che vi permetteranno di ridurre la bolletta del gas. Risparmio, sì, ma anche riduzione degli sprechi e consumo più consapevole delle risorse.

Buona Vita a tutti!

Acqua, mare e bugie

Ottobre 17, 2008

Questa era rimasta tra le mie mail, come segnalazione di un mio amico subacqueo.

Quante bugie, quante menzogne, quante ipocrisie come nel caso di Aprilia (leggete il commento alla lettera di Alex Zanotelli). E’ ora di dire BASTA! Siamo veramente cosi’ ciechi?

Qualcuno diceva: “Pane al pane e cretino al cretino”. Vogliamo finalmente riprenderci il nostro essere cittadini e non sudditi?

PCB: PERCHE’ L’ASL NAPOLI 2 NON RENDE PUBBLICI I RISULTATI DETTAGLIATI DELLE ANALISI EFFETTUATE SUI PESCI?

Ischia (NA) – 17 Settembre 2008 – Sono passati ormai diversi mesi da quando lo scorso Gennaio 2008 Generazione Attiva, Associazione nazionale indipendente in difesa dei cittadini-consumatori presieduta da Andrea D’Ambra era stata la prima ed unica associazione ad aver scritto all’Asl Napoli 2 per richiedere la “verifica dei livelli di PCB (policlorobifenili), IPA (idrocarburi policromatici) e alchil benzene lineari, presenti nei prodotti ittici provenienti dalle zone di mare intorno all’isola d’Ischia a seguito di inquinamento ambientale di PCB”.

La stessa richiesta venne sollecitata una seconda volta in data 24 Marzo dopo che, trascorsi due mesi dalla prima richiesta non era giunta alcuna notizia da parte dell’Azienda Sanitaria Locale Napoli 2.
Il 4 Aprile finalmente arrivava una prima risposta, a firma del Dott. Achille De Rosa del Dipartimento prevenzione Asl Napoli 2, Unità Operativa Ispezione e Vigilanza dei prodotti della pesca con la quale, si informava l’Associazione: – di aver effettuato presso il mercato all’ingrosso di Pozzuoli prelevamento di campioni di prodotti ittici “pescati nelle zone di mare intorno all’isola d’Ischia; – che dagli esiti dei campioni prelevati in data 15 Gennaio 2008 è emerso che i livelli di contaminazione riscontrati “non sono significativi, come confermato anche dal Dott Gallo del Dipartimento di Chimica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici che ha svolto le indagini analitiche;
- che in data 11 Marzo 2008, al fine di monitorare l’andamento di questi contaminanti l’Asl Napoli 2 aveva provveduto al prelievo di altri campioni di pescato catturato nelle zone di mare intorno all’isola d’Ischia “i cui risultati a tutt’oggi non sono ancora noti”.
Dopo un mese, il 9 Maggio, con una nota a firma del responsabile del dipartimento prevenzione dell’unità veterinaria dott. Massimo Barbato l’Asl Napoli 2 scriveva a Generazione Attiva che il risultato delle analisi era “favorevole”.
Tenendo conto che all’associazione non sono pervenuti né i risultati analitici e dettagliati dei campioni prelevati in data 10/01/2008 da cui secondo l’Asl Napoli 2 sarebbe emerso “che i livelli di contaminazione riscontrati non sono significativi” quelli dei campioni prelevati in data 11/03/2008 di pescato catturato nelle zone di mare intorno all’Isola d’Ischia i cui i risultati in data 04/04/2008 “non erano ancora noti” Generazione Attiva ha per questi motivi chiesto ai sensi della Legge 241/1990, in data 10 Maggio 2008, di poter accedere ai risultati analitici e dettagliati di tutte le analisi che sono state finora effettuate (10/01/2008; 11/03/2008 nonché altre eventualmente effettuate successivamente a tali date).
Da allora l’Asl si è limitata soltanto lo scorso 16 Giugno 2008 ad una nota a firma del Dott. Achille De Rosa nella quale si invitava ad inviare la richiesta al Direttore U.O.C. Affari Legali ASL Napoli 2 Avv. Florio oppure al Direttore del Dipartimento, Dott. A. Orlando, “persone informate dei fatti”.
Nonostante siano trascorsi oltre 4 mesi dalla richiesta di accesso ai risultati dettagliati delle analisi tendenti a scovare PCB nei pesci dell’Isola d’Ischia questi non sono ad oggi mai pervenuti a Generazione Attiva.
Una domanda sorge allora spontanea davanti ad un tale comportamento che si potrebbe generosamente definire “poco trasparente”. La domanda è la seguente: perché, se tutto è nella norma e i livelli di contaminazione da PCB nei pesci non sono significativi l’Asl Napoli 2 non rende pubblici e consultabili i risultati analitici e dettagliati di queste analisi inviandoli a Generazione Attiva? Cosa osta a ciò? Si potrebbe così almeno rassicurare definitivamente la popolazione su uno dei numerosi e preoccupanti aspetti che gravita intorno alla vicenda dell’inquinamento da PCB delle acque dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno.

Cominciamo subito dai perchè.

Come e perchè si può disdire il canone RAI?

Elenco i motivi più diffusi:

  1. Non si possiede il televisore (bravi) o un “apparecchio atto od adattabile alla ricezione di segnali televisivi” (e qui la definizione crea un casino a tutto vantaggio della nebbia che circonda il canone);
  2. Avete portato in discarica il televisore, ed avete una ricevuta che lo comprova;
  3. Non siete d’accordo con il modo in cui viene gestita la RAI, e l’unica maniera “forte” per farlo capire a chi la governa è quella di toccare il portafoglio;

Tutti gli altri motivi (non guardo i canali RAI, voglio i sigilli sulla presa dell’antenna, non voglio pagarlo, etc. etc.) non sono contemplati dalla legge e quindi non ammessi. Aggiungo che il canone NON è una tassa di fruizione ma una tassa di possesso (tale e quale al bollo auto). Possiedi l’apparecchio, quindi devi pagarlo.

Detto questo, la LEGGE contiene un DIRITTO che il Cittadino può esercitare. L’esercizio di questo diritto non è proprio semplice, ma se seguiamo ALLA LETTERA le istruzioni contenute nella legge funziona.

— LEGGE —

I riferimenti normativi sono il Regio Decreto R.D.L.21/02/1938 n. 246, convertito in legge il 4 giugno 1938, n. 880 (http://www.associttadini.org/canonerai/disciplina.html).

— PASSI DA SEGUIRE —

Per i motivi 1) e 2)

Basta inviare la cartolina relativa (B – contenuta nel libretto di abbonamento) in cui si comunica alla SAT di non avere il televisore e per che motivo. Ovviamente la dichiarazione, inviata con raccomandata A.R., deve essere accompagnata da copia della ricevuta comprovante la consegna in discarica del televisore o dalla autocertificazione di cio’ che si e’ fatto del televisore, con copia di un documento di identità valido.

Il pericolo qui viene dal fatto che si dichiara di NON essere più in possesso del televisore. Se invece lo avete ancora, siete passibili di sanzioni penali a norma dell’art. 76 del T.U. sulla documentazione amministrativa (D.P.R. 28/12/2000 n. 445 – mendaci dichiarazioni, falsità negli atti, uso o esibizione di atti falsi o contenenti dati non più rispondenti a verità).

Per il motivo 3)

NON dichiariamo alcunchè di falso, ma semplicemente CHIEDIAMO alla RAI di venire a “suggellare” (chiudere con i sigilli in un sacco di juta) l’apparecchio in nostro possesso. Quindi si esercita un diritto e, LEGALMENTE, si rimane in attesa della esecuzione del suggellamento senza essere obbligati a pagare il canone.

Andiamo per gradi, ora, ed abbiate un pò di pazienza.

  • Bisogna essere in possesso del libretto di abbonamento alla televisione, dal quale ricavare il “numero di ruolo”. Se non lo si ha, si chiede un duplicato con raccomandata A.R. a questo indirizzo:

1° ufficio entrate Torino
S.A.T Sportello Abbonamenti Tv
Casella postale 22
10121 Torino

  • Non si devono avere pendenze con il SAT (arretrati, multe, etc.)
  • Si devono versare 5,16 euro con vaglia postale (IMPORTANTE: IL VAGLIA NON E’ IL BOLLETTINO ORDINARIO), specificando nella causale del versamento “per disdetta canone numero di ruolo: [scrivete il vostro numero di ruolo]”. Beneficiario del  versamento è il “S.A.T. casella postale 22, 10121 TORINO”. L’agenzia di pagamento è TORINO VAGLIA E RISPARMI (non sempre questo e’ chiesto)
  • Si usa la cartolina “d” del libretto di abbonamento, (la “b” se il vostro libretto e’ recente) intitolata “denuncia di cessazione dell’abbonamento tv”. Si barra la casella 2 che riporta la richiesta di suggellamento. Quindi si compila gli spazi in bianco riportando il numero del vaglia e la data del versamento. Più sotto, trovate lo spazio per la data di spedizione della cartolina, riportatela e apponete la vostra firma. Sul retro della cartolina si riportano nome cognome e indirizzo del titolare che intende disdire, correggendo eventualmente il vecchio indirizzo URAR TV in SAT.

Se non avete la cartolina per la denuncia di cessazione dell’abbonamento, potete usare la cartolina per le comunicazioni generiche scrivendo:

Il sottoscritto [nome, cognome, indirizzo] chiede la cessazione del Canone TV e chiede di far suggellare l’apparecchio atto alla ricezione del segnale televisivo (numero di ruolo ……………………………) detenuto presso la propria abitazione.
A tale scopo ha corrisposto l’importo di 5,16 euro a mezzo vaglia postale n ………………….. del ……/……./…… sul quale ha indicato il numero di ruolo dell’abbonamento“.
Fate fotocopia della cartolina (davanti e dietro). L’originale della cartolina va spedito con raccomandata ricevuta ritorno all’indirizzo già stampato.

  • Attendete il ritorno della ricevuta di ritorno
  • Spedite con raccomandata A.R. il libretto di abbonamento originale completo con tutto quanto attaccato, tenendovi a casa le ricevute dei pagamenti degli ultimi 10 anni, sempre all’indirizzo:

1° ufficio entrate Torino
S.A.T Sportello Abbonamenti Tv
Casella postale 22
10121 Torino

Tutto questo va completato ENTRO IL 30.11 di ogni anno, pena dover ricominciare da capo. La disdetta infatti si può fare entro il 31.12, ma il libretto va restituito entro il 30.11 (!).

A fronte di quanto sopra, la RAI vi scrivera’ chiedendo i vostri dati anagrafici, la marca dell’apparecchio da suggellare e dove si trova. Potrebbero anche chiedervi altri piccoli importi (di qualche Euro) che, se siete arrivati a questo punto, vale la pena pagare. Tale lettera di solito dice contestualmente di rimanere in attesa della “suggellazione” dell’apparecchio.

Ricordo a tutti che il funzionario RAI NON ha il diritto di entrare a casa Vostra, a meno che non sia accompagnato da un finanziere o carabiniere con mandato del giudice. Quindi il televisore lo potete tranquillamente tenere in casa e, quando dovesse presentarsi il funzionario, glielo fate trovare FUORI dall’uscio.

Ribadisco, in tutto questo non c’è NULLA di illegale. Si paga, addirittura, per esercitare un DIRITTO previsto dalla legge.

Sta a voi decidere se esercitarlo o meno.

Funziona? Sisi’. :)

Grazie Gianni per il commento che qui riporto in evidenza:

“Occorre 1 kcal (kilocaloria=1000 calorie) per innalzare di 1 grado la temperatura di 1 litro di acqua.

Per riscaldare l’acqua per una doccia bisogna portare la temperatura da 15° (temp. uscita dall’acquedotto) a circa 50°, quindi innalzarla di 35°, spendendo 35 kcal/ l acqua.
Per 1000 litri di acqua si consumeranno dunque 35.000 kcal.
Un metro cubo di gas equivale a 8.250 kcal.
35.000 kcal diviso 8.250 kcal = 4,242 mc gas per 1000 litri di acqua.
In realtà ne occorrono un po’ di più, cioè circa 5.00 mc, perché le caldaie rendono in media l’80%.
Il prezzo del gas a Milano è circa di 0,60 € al mc.
Dunque per riscaldare 1000 litri di acqua per doccia si spendono circa 3,00 €

I conti tornano.

Bene, dicevo che con gli aereatori potete risparmiare 30/40.000 litri di acqua all’anno su un consumo medio di 200.000 litri/anno.

Se meta’ di questi sono acqua calda, vuol dire che il risparmio di gas puo’ aggirarsi attorno ai 45-60Eur all’anno.

Intervento semplice + investimento irrisorio ed una tantum = risparmio intelligente!

Sveglia!!!

Settembre 29, 2008

Il buon Gian Antonio Stella, qualche anno fa, scriveva:

“la Lombardia (che pure ha marcato una svolta nel luglio 2003 decuplicando i canoni delle concessioni dalle quali incassava 130 mila euro l’anno: una elemosina) nel 2001 ha speso 26 milioni di euro per smaltire le bottiglie di plastica. Cioè diciassette volte di più (certo: ci sono anche le bottiglie del latte e delle bibite, ma la sproporzione resta) di quanto incasserà col «nuovo» tariffario.”

MA STIAMO SCHERZANDO???!!!

Smettiamola di prenderci in giro.

Risparmio=maggiore consapevolezza delle risorse=consumo consapevole.

Se l’acqua di rubinetto e’ buona, beviamola!

Se sa di cloro, mettiamola in una bottiglia APERTA e beviamola dopo un paio d’ore.

Se e’ proprio imbevibile, piuttosto investiamo in un depuratore ad osmosi inversa (raro caso, investimento di circa 1300Eur).

Ma SMETTIAMOLA di piangerci addosso dicendo aumenta questo, aumenta quello.

Semplicemente non compriamo piu’ acqua minerale, specialmente in bottiglia di plastica.

La capiranno? Lo capiremo che siamo potenti?

Rimango sconvolto, avvilito ed indignato davanti a certe notizie:

28 Agosto 2008
L’acqua non è una merce
Lettera di Padre Alex Zanotelli

Ascolta Israele (ndr)”,
nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti
il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 (convertita nella legge 133 del 6 agosto 2008 – http://www.parlamento.it/parlam/leggi/08133l.htm) afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “
Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.“ Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora, nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare. E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania. L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’
Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi ) e di serie B (i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’Università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per
A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’
Acea di Roma).Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perchè siamo così immobili? Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori? Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua? Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente,senza essere SPA. “L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli, ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!).
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.” Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua? L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti. Diamoci da fare perché vinca la vita!”

padre Alex Zanotelli

Mia nota personale.

La prima acqua in Italia come vendite, l’Acqua Vera estratta a S.Giorgio in Bosco – Padova, di proprieta’ multinazionale, ha prosciugato le falde acquifere locali con utili del 4.000% e nemmeno un euro investito sul territorio. Fate voi.

Esistono dei filtri aereatori (fatti dalla Neoperl e distribuiti anche dall’Enel in un kit per il risparmio) che permettono di risparmiare fino al 60% (!) di acqua ad OGNI apertura.

Il disagio e’ minimo, vi assicuro. Il getto “sembra” lo stesso come consistenza, ma e’ semplicemente piu’ ricco di aria e contiene meno acqua.

L’aereatore lo montate sul rubinetto, al posto di quello che esiste gia’ (quindi nessun lavoro complicato di installazione), costa pochissimo (circa 1 euro) e vi fa risparmiare un SACCO di acqua ed anche il GAS.

Come??? Anche il gas?
Si’, e vi spiego il perche’.

Se avete il riscaldatore istantaneo di acqua a gas, ogni volta che aprite un miscelatore con la manopola a meta’, chiamate anche acqua calda (che magari non vi serve) e fate accendere la caldaia per pochissimo tempo. Il gas comsumato, di fatto, e’ buttato via.

Con il riduttore di flusso montato sul rubinetto, eliminate gran parte di queste microaccensioni.

Notate bene che non e’ diminuito il confort, nel senso che se chiedete acqua calda questa arriva lo stesso. Semplicemente si riducono in maniera drastica i microsprechi.

Quanto puo’ valere il tutto in un anno?

In litri di acqua, circa 30/40.000 litri in meno in una famiglia media.
In gas non lo so, sinceramente.

Pero’, con un piccolissimo investimento di qualche euro, si puo’ fare qualcosa per l’ambiente e per le vostre tasche.

Vi sembra poco?

Acqua e caraffe

Aprile 11, 2008

Scusate se insisto, ma un mio amico ha corso un bel pericolo a causa di una cosa importante non detta sulle caraffe a resina.

Intanto non depurano un bel niente: l’acqua che ci mettiamo dentro è già potabile e le resine non la migliorano di certo.

L’unica azione che svolgono è quella di “sequestrare” il calcio sostituendolo con il sodio. Punto.

Quindi l’acqua sembra più leggera per questo motivo, ma in realtà ne è stata cambiata la composizione chimica dato che è diventata ricca di sodio e povera di calcio.

Quindi ATTENZIONE: se soffrite di pressione alta, le caraffe a resine non fanno per voi dato che probabilmente siete sotto dieta iposodica!

Inoltre le resine vanno TASSATIVAMENTE cambiate quando la caraffa lo segnala (circa ogni mese), poichè oltre il termine non sono più efficaci e possono diventare fonte per colonie di batteri.

P.S. Vorrei sfatare un mito: il calcio dell’acqua NON provoca i calcoli! I calcoli piu diffusi sono di “ossalato di calcio”, che si trova in grande concentrazione in molti alimenti (spinaci, frutti secchi, etc.) ma non nell’acqua.

Quindi meno paura, e più cervello!